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                                                                               SIMBOLOGIA

 

 

Il nostro giardino vuole simboleggiare l’incontro, la conoscenza, l’amicizia, la Pace,  tra civiltà e culture diverse,

per cui nella struttura base del giardino, il tipo Zen, abbiamo inserito degli elementi  tipici delle culture megalitiche

occidentali realizzando l’incontro tra l’Est e l’Ovest (oriente ed Occidente) e Nord (masso-menhir della Val Camonica)

e Sud (menhir del Salento) del mondo.

          

E’ la pietra quindi che abbiamo scelto come fattore unificante delle culture e civiltà umane.

           

I "caratteri" principali del Giardino Zen (tradizionale) sono la "ghiaia" ed i "massi" i quali simboleggiano, per lo Zen:

a) la ghiaia: il grande oceano, mare, lago

b) i massi:   le isole

 

1) masso posizionato a Nord-Est nella posizione del solstizio d'estate: 21 giugno - 21 settembre

2) masso "montagna sacra" posizionata ad Est, luogo dell'equinozio:

    a) di primavera dal 21 (20) marzo al 20 giugno

    b) di autunno   dal 22 settembre   al 20 dicembre 

3) masso posizionato a Sud-Est nella posizione del solstizio d'inverno:  21 dicembre - 20 marzo (19)

 

-       il movimento del sole è EST - OVEST: 

         a)  l'Est  è considerato il "luogo" dell'energia, della nascita, della vitalità;

         b) l'Ovest è considerato "luogo" di riflessione

 

4) masso inciso di tipologia centro e nord europea, segna il Nord, dell'Italia, ma anche il nord del mondo;

    esempi sono i massi della Val Camonica

5) gruppo di 3 massi che nella simbologia buddista vogliono rappresentare:

     a) il più alto simboleggia il "cielo"   o il "Buddha"

     b) il medio   simboleggia la "terra"  o il "Dharma" (insegnamento)

     c) il piccolo  simboleggia l' "uomo"  o il "Sangha" (comunità fedeli);

         questa "trilogia" buddista ne può richiamare alla mente altre tra le quali la più nota a noi è la "trinità" cristiana.

n.b.: il numero di pietre di un gruppo di massi, i gruppi di massi e il numero d'insieme dei massi inseriti in un giardino Zen

non possono mai essere "pari" dato che per lo Zen il numero pari rappresenta in modo errato l'esistenza dell'uomo,

dato che la vita non è fatta di "percorsi regolari" ma è soggetta a cambiamenti, ripensamenti, sofferenze e gioie,

e quindi non può essere "simmetrica" o con ritmi regolari ecc..

Nello Zen, ramo giapponese del buddismo, in relazione al concetto di "asimmetria" e "simmetria" e di alcune "manifestazioni"

espressive, religiose e rituali tipiche di altri modi di essere buddista, quali il "mandala" di tradizione tibetana:

Sussiste un netto contrasto tra i mandala del periodo Heian, le composizioni buddiste - tese a formare una perfetta

combinazione simmetrica - e le opere di un qualsiasi pittore zen, tutte basate su una composizione asimmetrica.

Se l'ideale Heian è di rappresentare la perfezione, lo Zen insegna invece che il concetto stesso di perfezione è un ostacolo

verso il cammino che conduce alla verità suprema, e quindi bisogna rinunciarvi. Tale concezione è presente non solo

nell'arte ma anche nella pratica quotidiana.

6) (copia di) menhir del Salento (LE) in "tufo" leccese : i lati larghi sono rivolti ad Est, posizionato verso il Sud,

si richiama ad una delle culture e civiltà (megalitica) sorte in Sud Italia (comunque rappresenta anche il sud del mondo).

 

In molti giardini Zen vi sono dei grandi massi dai quali, composta da pietre e ghiaia, scende una "cascata" che

diventa fiume e con un suo percorso sfocia poi nel grande mare.         

Il "fiume di ghiaia" del nostro giardino ha la funzione di collegare, periodicamente, ogni  fase che segna il passaggio (delle stagioni)

"ritualmente" con il gruppo dei 3 massi (cielo, terra, uomo); per cui:

 - nel solstizio d'estate: seguirà il percorso che c'è nell'immagine (poi verrà cancellato)

 - negli equinozi di primavera ed autunno: il percorso sarà dal grande masso della "montagna sacra" al gruppo dei 3 massi

 - nel solstizio d'inverno: dal masso posizionato a S/E fino ai 3 massi della "trilogia".

Quindi il "Giardino" non sarà un "luogo" statico ma seguirà "graficamente" i principali percorsi della natura;

a questo segno, negli altri spazi si potranno aggiungere altri percorsi, altre "vie" tracciate nella ghiaia con il rastrello rituale.

 

La "Lanterna" ora posta vicino alla "montagna sacra" segnerà con la sua presenza il periodo, equinozio o solstizio;

sarà quindi spostata, di volta in volta. vicino ai massi di riferimento delle stagioni (numeri 1 - 2 - 3).

 

Il fatto che nel giardino, ai punti cardinali, siano posizionati "massi di un certo rilievo" che ne indicano l'orientamento

e si riferiscano all'Oriente ed all'Occidente, al Nord ed al Sud fa sì che simbolicamente si "uniscono" e "convivono" e

"relazionano" culture, civiltà, religioni, che sono tutte patrimonio dell'umanità, prodotto dell'uomo, che deve riprendere

coscienza di questo ed avviare finalmente un'era nuova  nella quale sia bandita la violenza, l'aggressione, la prevaricazione,

la differenza tra aree ricche ed aree povere, ecc.. Il giardino vuole fare riflettere su questo ed è di auspicio perché questo accada.

 

Il "Giardino", anche con le piante che ne faranno parte, vorrà comunicare a chi "entra in relazione" con esso che è necessario

un rapporto diverso tra "uomo e natura", che non sia di sfruttamento ma di "rispetto" nella convinzione che noi non siamo

"altro" dalla natura ma siamo la natura. Il riconquistare un rapporto spirituale con la natura, di rispetto e sintonia con essa,

non potrà che portare anche a migliori relazioni con gli altri esseri umani e contribuire quindi ad approfondire il dialogo e la

conoscenza, praticare il rispetto e l'amicizia, quindi  vivere e prodigarsi per la Pace, il benessere, l'equilibrio che inutilmente

e affannosamente spesso cerchiamo in noi e pretendiamo dagli altri.

           

Il Giardino dell'Amicizia e della Pace pur basandosi su un'impostazione concettualmente Zen non vuole essere un giardino buddista,

legato ad una concezione religiosa, ma vuole racchiudere ed esprimere, attraverso la sua simbologia, quello che di meglio l'umanità è

riuscita ad elaborare in millenni di evoluzione sulla pace, il dialogo, il rispetto della diversità, della natura."Interni a ciò" possono

riconoscersi, con pari dignità il pensiero laico, il pensiero religioso, le fedi religiose.        

Il nostro giardino nel suo "mare" vuole raccogliere tutte le "isole" di questa nostra complessa, difficile ed al tempo stesso ricca e

splendida realtà umana.

 

Il nostro Giardino rifiuta ogni tipo di fondamentalismo.

 

Pensiamo sia bello che questo “fattore positivo” sia nato in una scuola pubblica, quale la nostra, nella quale si incontrano

aree disciplinari diverse, si pratica il dialogo ed il confronto non solo tra saperi diversi ma anche tra persone di varie provenienze

che convivono magnificamente, una speranza per un futuro migliore.

 

Che il nostro giardino possa aiutarci ed aiuti alla riflessione e sia un "luogo positivo", punto di riferimento non solo per noi del

Leonardo,  ma anche per chi viene nella nostra scuola per vari motivi, i genitori, chi va all'Auditorium, ed ancor più diventi

punto di riferimento per la città di Brescia, dei suoi abitanti, di chi ci passa.   

                                                                                                                                   

                                 immagini  di giardini Zen in Giappone     pag. 1   -  pag.  2