IL DOPPIO NELLA LETTERATURA LATINA


JOHANN ANTON GUMP, autoritratto, 1646, Firenze, Galleria deg.jpg (311302 byte)L’espediente del doppio è stato frequentemente utilizzato nella letteratura fin dai tempi più antichi.
Da Plauto  a Pirandello, passando per Wilde e per Kafka, vediamo come il tema del doppio riaffiori puntualmente a distanza di secoli.
Esso ha a che fare con la riflessione sull'arte e con il  "riconoscimento" di sé.

La nostra analisi del tema ha  inizio con la "tragicommedia" Anfitrione di Plauto, dove si raccontano le movimentate avventure di Anfitrione e del suo schiavo Sosia. Tornati dalla guerra contro i Teleboi, essi si trovano davanti agli occhi due uomini perfettamente identici a loro; ciò accade perché Giove, innamoratosi di Alcmena, moglie di Anfitrione,  per poterle stare accanto,   assume le sembianze del condottiero con la complicità del figlio, Mercurio, che si trasforma in Sosia.
Di fronte al suo doppio Sosia, che è uno schiavo, reagisce in modo fondamentalmente diverso da come reagirebbe un uomo di oggi, anche se alcune sue reazioni rimandano, comunque, ad un codice trans-culturale.


I miti, come ogni forma d’arte, tentano di esprimere i grandi misteri della vita e di dare un aiuto agli uomini nel duro compito della conoscenza di sé.
Ovidio certo conobbe i miti, e ne trasse ispirazione soprattutto per le Metamorfosi il cui tema è il "mutare delle forme in  corpi nuovi". Nell'opera due episodi sono strettamente legati al tema del doppio: la storia di Salmacide ed Ermafrodito e quella di Eco e Narciso.

Narciso è un fanciullo bellissimo che, a causa di una maledizione, si innamora della sua immagine riflessa in una fonte. All'inizio crede che si tratti di un'altra persona, ma poi si rende conto del fatto che  quella di cui si è innamorato non è altro che  l'immagine di se stesso. Sopraffatto dalla passione, si strugge per questo amore irrealizzabile fino a morire d'inedia. Nemmeno il suo ultimo desiderio, cioè quello che la persona amata possa vivere più a lungo di lui, può essere realizzato. 

Se nell'Anfitrione il doppio (rappresentato da Mercurio-Sosia) è un'entità completamente distinta dall'originale (Sosia) con cui ha in comune solo l'aspetto fisico, ma non il carattere e gli atteggiamenti,
in Narciso il doppio non è una persona distinta dal protagonista, ma è la persona stessa o meglio la sua immagine riflessa nella fonte che funge da specchio. Il confronto tra il tema del doppio
VENERE ALLO SPECCHIO Velazquez 1648 - 51.jpg (926181 byte)nell'Anfitrione e nel  mito di Narciso raccontato da Ovidio nel terzo libro delle Metamorfosi evidenzia numerose e significative differenze, ma anche la persistenza di un motivo: quello del "riflesso", dello specchio, che riconduce a credenze popolari arcaiche.

Nel quarto libro delle  Metamorfosi di Ovidio si racconta la storia di Ermafrodito. Il giovane, figlio di Hermes e di Afrodite, è oggetto delle attenzioni indesiderate della ninfa Salmacide, che, travolta dalla passione, finisce per avvinghiarsi a lui e per chiedere agli dèi che i loro corpi possano non essere mai separati. Come in molti altri miti, la preghiera viene ascoltata, ed esaudita, anche se non nel modo desiderato: i corpi di Salmacide ed Ermafrodito vengono sì uniti, ma in modo permanente, fusi insieme in un essere che è entrambi e nessuno dei due allo stesso tempo, un essere che non è né maschio né femmina essendo tutti e due insieme. Ermafrodito, sconvolto e preso dal panico, fa un’ultima richiesta ai genitori divini: ogni essere che metta piede nell’acqua della fonte dove la vicenda ha avuto luogo sia tramutato in un essere come lui.

Dall'analisi comparativa dei  miti di Narciso e di Ermafrodito emergono alcuni significativi aspetti del tema del doppio; mentre nel mito di Ermafrodito il doppio è l’unione di due entità diverse, in Narciso si ha la separazione del sé: Narciso, che prima era uno, si divide tra il Narciso in carne ed ossa ed il Narciso riflesso nella fonte.




E’ noto che la letteratura, e l’arte in genere, si propongono come chiavi di lettura dell’animo, come fonti dalle quali ogni individuo può attingere per capire qualcosa in più di sé.
La presa di coscienza  del doppio passa attraverso la comprensione dell'io più profondo.



torna all'indice