L'ombra e il riflesso come anima

J. G. Frazer nel Ramo d’oro (cap. XVIII, L’anima come ombra e come riflesso) spiega che  l'uomo primitivo considera come anima, principio vitale, l'ombra e l’immagine riflessa nell’acqua, o in uno specchio. 
L'anima, attraverso l'ombra o il riflesso,
può  separarsi dal corpo   o  fondersi con qualcos'altro  o essere catturata. La sua perdita provoca malattia o morte.
Per questo è necessario
non specchiarsi nell'acqua: gli spiriti delle acque possono trascinare sul fondo il riflesso, o anima, della persona che in seguito a quella privazione può morire.
Forse è questa l'origine del mito di Narciso.
Analogo al riflesso nell'acqua è il riflesso nello specchio.
É usanza molto diffusa coprire gli specchi o rivolgerli contro il muro, quando qualcuno muore. Si teme che l'anima, proiettata nel riflesso dello specchio, possa essere portata via dal defunto che rimane nella casa fino al funerale.
Ciò che accade con ombre e riflessi accade anche con i ritratti.
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