L'immagine   

     e il corpo

 

Così scrive Aldo Carotenuto nel capitolo dedicato a Il corpo tradito nel suo libro Amare tradire:

"…Gli altri, infatti, non incontrano il nostro corpo, ma la sua immagine, e noi non incontriamo corpi, ma le loro immagini. E di quest’immagine siamo schiavi. Tuttavia, l’identità è sempre in qualche modo "doppia", perché consiste in un gioco continuo di integrazione e alienazione, di identificazione e differenziazione. Nel momento in cui riconosciamo la nostra interezza nell’immagine riflessa nello specchio, il nostro diventa un giudicare, un porre fuori, un’appropriazione/espropriazione. L’immagine costituisce pur sempre un riflesso della nostra interiorità, ma esattamente nello stesso istante essa è esteriorità, è il doppio, il corpo-casa che abitiamo e che possiamo sentire familiare o estraneo, in cui spostiamo, eliminiamo o introduciamo oggetti che a quel punto non sono più cose, ma significati affettivi. In questa dimensione simbolica prende forma l’identità. …"

(A. Carotenuto, Il corpo tradito in Amare tradire,Bompiani,Milano, 1997)

PE01805A.gif (1199 byte)vai ad analisi del mito di Narciso