

Pino Arlacchi è considerato il massimo studioso italiano della grande criminalità. Grande amico e collaboratore del giudice Giovanni Falcone, egli elaborò progetti e studi che si sono trasformati in preziosi strumenti investigativi e in leggi più incisive contro il potere criminale. Ha firmato numerosi saggi che sono poi stati tradotti, proprio per la sua grande esperienza e competenza sull’argomento criminalità, in varie lingue, l’ultimo dei quali è Addio Cosa Nostra.La vita di Tommaso Buscetta.
Alcuni studenti della classe hanno letto Il processo, Giulio Andreotti sotto accusa a Palermo,1995, Milano.

Ex sostituto procuratore di Palermo, amico fraterno di Giovanni Falcone, pubblico ministero al maxi-processo contro Cosa Nostra, è da anni impegnato nella lotta alla mafia. Attualmente Ayala è sottosegretario alla Giustizia.
E’ membro del gruppo di Sinistra Democratica-l’Ulivo dal 1996 (ora Democratici di Sinistra-l’Ulivo).
Membro della 2^ Commissione permanente (Giustizia) dal maggio del 1996 al marzo del 1999 e membro della 4^ Commissione permanente (Difesa) dal marzo 1999 all’aprile 2000.
Di lui alcuni studenti hanno letto La guerra dei giusti: i giudici, la mafia, la politica, 1993, Milano.

Enzo Biagi nasce il 9
agosto 1920 a Lizzano in Belvedere, un paesino dell’Appennino tosco-emiliano in
provincia di Bologna.
Il padre è aiuto magazziniere in uno zuccherificio. Appena diciottenne inizia la carriera giornalistica, lavorando come cronista al “Resto del Carlino”, e diventa professionista a 21 anni, età minima per entrare nell’albo professionale. Protagonista della guerra partigiana, entra a Bologna con le truppe di liberazione e annuncia la fine del conflitto dai microfoni del Pwb. Dal 1952 al 1960 dirige a Milano il settimanale “Epoca “; di questi anni è l’inizio del suo rapporto con la televisione destinato a rafforzarsi e durare nel tempo: entra alla Rai, e nel 1961 diventa direttore del Telegiornale; nel 1962 fonda il primo rotocalco televisivo RT, e nel 1969 cura Dicono di lei, un programma d’interviste e personaggi famosi, alternando al suo lavoro in televisione l’attività di scrittore di libri e la collaborazione con “La Stampa “ ( di cui è inviato per una decina d’anni ), “la Repubblica”, il “Corriere della Sera “ e “Panorama”. Le principali trasmissioni televisive sono Proibito, inchiesta di attualità sui fatti della settimana, due grandi cicli di inchieste internazionali, Douce France (1978) Made in England (1980) e un serie di servizi sul traffico d’armi, la mafia ed altri temi di stretta attualità della società italiana.
Ideatore e conduttore del primo ciclo di Film Dossier, nel 1982, e di Questo secolo: 1943 e dintorni, nel 1983, ha conquistato il pubblico anche con numerose altre trasmissioni: 1935 e dintorni, Terza B, facciamo l’appello (1971), Linea diretta (1985, settantasei puntate); nel 1986 presenta le quindici puntate del settimanale giornalistico Spot, nell’87 e ’88 Il caso (rispettivamente undici e diciotto puntate ), nell’89 ancora Linea diretta ( cinquantacinque puntate ), seguita in autunno da Terre lontane ( sette film e sette realtà ) e Terre vicine, sui mutamenti dei paesi ex comunisti dell’Est.
Dal 1991 ad oggi Biagi realizza con la Rai un programma televisivo all’anno: I dieci comandamenti all’italiana (1991), Una storia (1992), Tocca a noi, La lunga marcia di Mao ( sei puntate sulla Cina ), Processo al processo su Tangentopoli, Le inchieste di Enzo Biagi e Il Fatto, programma giornaliero di cinque minuti su avvenimenti e personaggi italiani (dal 1995-1998).
Nel 1998 conduce due nuovi programmi, Fratelli d’Italia e Cara Italia.
Nell’ottobre 1999 parte la sesta edizione de Il Fatto.
Nel luglio 2000 è autore e volto del programma di Rai Uno Signore e Signore, mentre nell’ottobre dello stesso anno è di nuovo in video con la settima edizione de Il Fatto.
A settembre 2001 conduce il nuovo programma di Rai Uno, Giro del mondo, un viaggio tra arte e letteratura con alcuni tra i protagonisti del Novecento.
Di lui alcuni studenti hanno letto Il boss è solo, 1996, Milano.

Giorgio Bocca (Cuneo
1920-), giornalista e scrittore italiano. Dopo aver partecipato attivamente alla
lotta partigiana, iniziò a collaborare, già nel 1943, a “Giustizia e libertà”,
scrivendo poi, con grande assiduità, sui più importanti quotidiani e
settimanali italiani, tra cui “La Gazzetta del Popolo”, “L’Europeo”,
“Il Giorno”, “la Repubblica”, “L’Espresso”. Attento osservatore
della realtà politica e sociale, il suo giornalismo, pur situandosi
all’interno della sinistra, si distingue per una critica di amaro moralismo e
anticonformismo ideologico, che meglio si riassumono in volumi di saggi e
inchieste quali Il
terrorismo italiano (1978), Noi
terroristi (1985), Inferno
(1992), Metropolis
(1993). Un contributo importante, sia per il rigore documentario, sia per la
riflessione politica e autobiografica, è la sua Storia
dell’Italia partigiana (1966).
D i lui alcuni studenti della classe hanno letto La disunità d’Italia, 1990, Milano.
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Di lui alcuni studenti della classe hanno letto Nando Dalla Chiesa, Milano-Palermo: la nuova resistenza, 1993, Milano.

Nando Dalla Chiesa è
nato a Firenze il 3 novembre 1949. Figlio di Carlo Alberto Dalla Chiesa, il
quale nell’82, accettò l’incarico di prefetto antimafia a Palermo, dopo
esser stato nominato vice comandante dell’Arma dei Carabinieri, e che in
quello stesso anno fu assassinato nel capoluogo siciliano insieme alla giovane
moglie da killer mafiosi.
Nando è un docente universitario, collabora con quotidiani e riviste come opinionista ed è autore di numerosi libri d’attualità.
Nel 1981 gli è stato conferito l’insegnamento di sociologia alla Bocconi, dove si era laureato in Economia e Commercio nel 1973 con il massimo dei voti. Inoltre dal 1988 al 1992 ha assunto anche la cattedra di Sociologia Economica presso la facoltà di Scienze politiche all’Università Statale di Milano.Dal 1983 si è impegnato particolarmente nel movimento antimafia nazionale. Nel 1985 è stato fra i fondatori a Milano del circolo “Società Civile”, nato come critica alla partitocrazia e alle sue regole.
Nel 1991 ha iniziato il suo impegno politico diretto e ha contribuito a fondare il “Movimento per la Democrazia-La Rete”, con il quale è stato eletto l’anno seguente al Parlamento, ricoprendo la carica di vicepresidente della Commissione Cultura della Camera.
Dal 1993 al 1997 è stato consigliere comunale a Milano. Nel 1994 ha contribuito alla fondazione del movimento Italia Democratica, del quale è coordinatore nazionale. Nell’aprile 1996 è eletto deputato dell’Ulivo.
Di lui alcuni studenti della classe hanno letto Il giudice ragazzino, 1992, Torino.

Di lui alcuni studenti della classe hanno letto Raccolto rosso, 1993, Milano
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Il 13 marzo 1991, dopo un’attività più che decennale da inquirente, culminata nell’assunzione delle funzioni di procuratore aggiunto della Repubblica presso il Tribunale di Palermo, e dopo essere scampato a un attentato nell’estate del 1989, viene nominato direttore generale degli affari penali del ministero di Grazia e Giustizia. Quattordici mesi più tardi, il 23 maggio 1992, Giovanni Falcone muore assieme alla moglie, Francesca Morvillo, e ai tre agenti della scorta, stroncati da una devastante esplosione mentre percorrono il tratto di autostrada dall’aeroporto di Punta Raisi a Palermo.
Di lui alcuni studenti della classe hanno letto Cose di Cosa Nostra, 1993, Milano.

Alfredo Galasso è nato
a Palermo nel 1940 ed è professore universitario di Diritto Civile e
avvocato.Svolge da anni un’intensa attività pubblicistica collaborando a
quotidiani e settimanali nazionali.E’ autore del romanzo-denuncia “La
mafia non esiste”, pubblicato nel 1988.Rappresenta e difende i
familiari delle vittime in diversi processi, tra i quali il maxiprocesso contro
la mafia, la strage di Ustica, l’incendio del “Moby Prince”.Fa parte della
consulta giuridica nazionale del CGIL. Dal 1981 al 1986 è stato componente del
consiglio superiore della magistratura. Già deputato del Gruppo Comunista e poi
del Gruppo Misto presso l’Assemblea regionale siciliana, è attualmente
deputato alla Camera per il Movimento per la Democrazia, e componente della
Commissione bicamerale antimafia.
Di lui alcuni studenti della classe hanno letto La mafia politica,1993, Milano.

Paolo Pezzino insegna
Storia contemporanea all’Università di Pisa. Sui temi del suo libro ha
pubblicato: La congiura dei pugnalatori. Un caso
politico-giudiziario alle origini della Mafia (Venezia 1992) e La Mafia:
industria della violenza (Firenze 1995).
Di lui alcuni studenti della classe hanno letto Le Mafie, 1999, Firenze.
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Di lui alcuni studenti della classe hanno letto Storia della mafia, 1994, Milano.

Rocco Sciarrone è nato
nel 1966 a Taurianova, in provincia di Reggio Calabria.E’ dottore di ricerca
in Sociologia e borsista presso il Dipartimento di Scienze sociali
all’Università di Torino.
Di lui alcuni studenti della
classe hanno letto Mafie vecchie, mafie nuove, radicamento ed espansione, 1998,
Roma.


Felice Cavallaro ha collaborato al libro di Giuseppe Ayala,
La guerra dei giusti: i giudici, la mafia, la politica, 1993, Milano.
Cavallaro è l’inviato del “Corriere della Sera” da quasi trent’anni impegnato sulla tormentata trincea del Sud.
Nato il 23 ottobre 1949 a Grotte, in provincia di Agrigento, ha vissuto i suoi primi cinque anni a Racalmuto, il paese di Sciascia, dove ha affetti e radici.
Fra le sue opere ricordiamo: “Mafia.Album di Cosa Nostra”(Rizzoli ,1992) e con Rosaria Schifani “Lettera ai mafiosi” (Pironti, 1992)

Ha collaborato con Giovanni
Falcone al libro Cose di Cosa Nostra, 1993, Milano.
Marcelle Padovani è corrispondente da Roma per “Le Nouvel Observateur”.Ha scritto:La longue marche: le Parti comuniste italien; La Sicilia come metafora, intervista con Leonardo Sciascia; Vivre avec le terrorisme; Les dernières années de la mafia; Sicile.
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