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Placido Rizzotto
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DATI TECNICIRegia, soggetto e sceneggiatura di Pasquale ScimecaInterpreti Marcello
Mazzarella
(nel ruolo di Placido Vincenzo Albanese (Lo Sciancato)
Carmelo Di Mazzarelli
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Fotografia
Pasquale Mari Produzione
Arbash
film (in collaborazione con RAI Il
film è stato girato nei comuni di Isnello
e di Corleone.
La trama"Placido
Rizzotto" è il ritratto di un sindacalista siciliano ucciso dalla mafia
nel marzo 1948 e al tempo stesso è un piccolo quadro della situazione della
Sicilia negli anni del dopoguerra, quando la quasi totalità delle terre
apparteneva ai ricchi latifondisti.
Il
film, che si qualifica come film storico, è ambientato tra il 1926 e il 1948 a
Isnello e a Corleone: in esso si è
cercato di ricostruire il clima di quel periodo, il clima in
cui avvenivano le assemblee contadine, là dove l’organizzazione sindacale,
perseguitata dai criminali al soldo dei proprietari terrieri, organizzava
l’occupazione dei feudi. Tale occupazione, inizialmente,
aveva prevalentemente l’aspetto di una “festa” con la banda
musicale a capo di un corteo,
composto da uomini e donne, entusiasti di poter piantare la loro bandiera su un
appezzamento di terreno incolto. L’uso del dialetto, che obbliga a non scostarsi da un tipo di comunicazione prevalentemente funzionale, evidenzia l’aspetto realistico del film. Sono, infatti, assenti toni enfatici e tutto è fondato sull’essenzialità. Grande
peso è stato dato alle condizioni di vita, spesso precarie, dei diversi
personaggi; basti pensare ai miseri pasti nelle case povere, al modo di vestire,
alla mancanza di luce elettrica nelle abitazioni. La
figura di Placido Rizzotto, simile a quella degli eroi delle tragedie greche,
(il suo corpo non fu mai ritrovato e i resti non sono ritenuti sicuri anche se
riconosciuti dalla madre) non ha, nel film, né uno spessore psicologico, né
un’identità politica. Non si
riesce, infatti, ad identificare l’appartenenza
di Placido ad un determinato partito. Al
contrario, la caratterizzazione ideologica è fortissima. Ricorrono
continuamente i sogni di giustizia e libertà del personaggio, il quale, per far
sì che si avverino, non smette mai di
lottare. Questo
film non ha solo uno scopo informativo, ma, riappropriandosi della memoria
storica, cerca di suscitare nel pubblico quel sentimento di giustizia, per il
quale ci si è tanto battuti. Riscoprendo
fatti del passato, il regista li racconta
con un’ottica moderna, evidenziando nella violenza e nella corruzione i
pericoli che tuttora minacciano il
nostro Paese.
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