RELAZIONE
DELL’INCONTRO CON GHERARDO COLOMBO
sul tema:
“Memoria e controllo della legalità: eversione e corruzione nell’ambito della
storia repubblicana”.
Nell’ambito del progetto “Educazione alla legalità”, si è
tenuto il 2 maggio 2001, nell’auditorium del nostro liceo, un incontro con il
dott. Gherardo Colombo, sul tema “Memoria e controllo della legalità”.
MEMORIA E LEGALITA’ - In una società moderna la legalità
deve essere alla base della convivenza. Un paese si può definire legale quando
la maggior parte dei suoi cittadini rispetta le leggi vigenti in quel Paese.
L’uomo ha bisogni illimitati: fisici, psicologici, ha bisogno degli altri anche
per l’evoluzione cognitiva, per la quale è indispensabile il confronto. Abbiamo bisogno
degli altri e, quindi, abbiamo bisogno di vivere in società e perché esista una
società, devono esserci delle regole. Oggi diamo poca importanza alle regole,
perché ne applichiamo tante senza pensarci: applichiamo, ad esempio, le stesse
regole alla misurazione del tempo e alla comunicazione.
La legalità e la giustizia vanno di pari passo, per questo è
importante che le leggi siano giuste, ed esse sono giuste, se permettono a
tutti di vivere meglio. Come sancisce l’articolo 3 della costituzione italiana,
le leggi sono valide per tutti e il contenuto di esse è di permettere a tutti
di usare lo strumento società. E’ importante che le differenze non siano fatte
dalle regole.
LEGALITA’ E MEMORIA - Colombo definisce la nostra
costituzione giusta, ma inadeguata per una società che in cinquant’anni è molto
cambiata.
Le scelte che lo Stato fa devono essere ben ponderate,
perché, come le scelte di ieri hanno ipotecato il presente, così quelle di oggi
ipotecano il futuro. Per questo, è
molto importante il rapporto che intercorre tra legalità e memoria; non è
infatti possibile promulgare nuove leggi, fare progetti per il futuro, se non
si ha memoria dei fatti accaduti e degli errori commessi in passato.
CONTROLLO DELLA LEGALITA’ – Tante volte le regole
funzionano indipendentemente dalla
sanzione, altre volte no, hanno bisogno della repressione, della sanzione.
Esistono violazioni che , in particolari periodi storici, diventano più o meno
diffuse: abbiamo vissuto un periodo in cui le stragi erano diventate normali,
in cui il terrorismo influiva sulle scelte della società, in cui la corruzione
era sistematica. I dieci anni che sono passati da Mani pulite non sono serviti
ad accrescere l’informazione.
Ognuno di noi deve contribuire con Lit 45.000.000 per pagare
il debito, una gran parte del quale è dovuto alla corruzione. Basti come
riprova il fatto che, dopo Mani pulite, il costo di un Km del passante ferroviario è diminuito della
metà. La corruzione, dunque, finisce col gravare sullo Stato, aumentando il
debito pubblico.
EVERSIONE – L’eversione ha assunto volti diversi nel nostro
Paese, dalla strage di Portella della Ginestra del 1° maggio 1947 alla bomba di
Piazza Fontana del 1969, alla strage del treno 904 del 1984.
Analizzando la storia si può notare che, in particolari
periodi storici, l’illegalità aumenta, e diventano più frequenti fenomeni come
l’eversione e la corruzione. Sono appunto questi i periodi delle stragi,
periodi in cui sembra che l’illegalità diventi una costante.
Le indagini
su queste stragi, però, sono state spesso deviate dai membri dei servizi
segreti, ed è questa una grave forma di illegalità.
TERRORISMO - Il terrorismo ha causato la morte di molti
magistrati e il nostro Paese è secondo solo alla Colombia per il numero di
magistrati ammazzati da mafia e terrorismo.
Colombo dice di non essere favorevole a concedere l’indulto
alle persone che stanno scontando pene a causa delle stragi. L’indulto si può
concedere solo quando un episodio è risolto, mentre le indagini che riguardano
le stragi sono tuttora aperte.
Infine Colombo ha concluso il discorso, ribadendo che vi è
un nesso indissolubile tra il vivere meglio e la legalità e che questa dipende
anche da noi. Se non si capisce questo nesso, si permette la violazione delle
regole.